L’ ILE DES PINGOUINS

Autore: ANATOLE FRANCE

Casa Editrice: CALMANN-LE'VY

Argomento: NARRATIVA STRANIERA

Copia
1
Volume
1
Anno
1903
Posizione Libreria
33
Fondo
ANNA GUIDA
Progressivo
C/071

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Sintesi

Testo in lingua originale francese Sintesi in francese Entraîné par la malice du Diable, le saint homme Maël aborde une ìle des mers hyperboréennes où l'a poussé une tempête de trente jours. Et là, trompé par sa mauvalse vue, le vieil apôtre baptise des pingouins, causant ainsi au Royaume des Cieux une perplexité dont Catherine d'Alexandrie tire heureusement les élus en proposant de métamorphoser les pingouins en hommes. Telle est l'origine la plus reculée de la civilisation pingouine dont Anatole France raconte l'évolution jusqu'à nos jours dans ce récit où sa verve féroce fustige les ambitieux et les politiciens de son temps : le temps de Boulanger ou de l'affaire Dreyfus. On y trouve un Pyrot compromis dans la sombre affaire des bottes de foin, un Colomban qui rappelle beaucoup Zola. Cette satire pessimiste est douée d'une pérennité qui fait penser à Swift et à Voltaire. Elle est écrite dans un style limpide où étincelle l'ironie de celui que Jean Guéhenno a appelé le dernier sage. Sintesi in italiano Spinto dalla malizia del Diavolo, il santo Maël approda su un’isola dei mari iperborei, dove è stato spinto da una tempesta durata trenta giorni. E lì, ingannato dalla sua vista difettosa, il vecchio apostolo battezza dei pinguini, causando così nel Regno dei Cieli una perplessità dalla quale Caterina d’Alessandria salva fortunatamente gli eletti proponendo di trasformare i pinguini in uomini. Questa è l’origine più remota della civiltà dei pinguini, di cui Anatole France racconta l’evoluzione fino ai giorni nostri in questo racconto in cui la sua feroce verve fustiga gli ambiziosi e i politici del suo tempo: l’epoca di Boulanger o dell’affare Dreyfus. Vi si trova un Pyrot coinvolto nel cupo affare dei fasci di fieno, un Colomban che ricorda molto Zola. Questa satira pessimista è dotata di una longevità che fa pensare a Swift e a Voltaire. È scritta in uno stile limpido in cui brilla l’ironia di colui che Jean Guéhenno ha definito «l’ultimo saggio».