CALCOLO MATEMATICO PRECOLOMBIANO

Autore: IILA

Casa Editrice: BARDI EDITORE

Argomento: CULTURA

Copia
1
Volume
1
Anno
2004
Posizione Libreria
27
Fondo
ACHILLE BIANCHI
Progressivo
B/164

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Sintesi

Sono qui raccolti alcuni studi di ricercatori italiani e latinoamericani sul calcolo matematico di due antiche civiltà americane: i mayas e gli incas, presentati all'Istituto Italo-Latino Americano il 21 ottobre 2003. Tali studi sono una testimonianza del rigoroso stimolo che il mondo amerindio continua ad offrire alla riflessione degli studiosi e permetteranno un ulteriore approfondimento delle conoscenze su quelle antiche civiltà ed in particolare di addentrarsi nel mistero delle loro scoperte matematiche ed astrono- miche, che hanno suscitato e tuttora suscitano l'interesse degli scienziatie la curiosità generale. Quali i mezzi ed i metodi di cui si servirono nell'antichità americana i costruttori di città, i pianificatori di territori da dedicare all'agricoltura, gli astronomi che cal- colarono con sorprendente precisione la durata dell'anno e osservarono i movimenti di Venere? La scienza matematica e le sue applicazioni anteriori al 1492 costituiscono uno degli aspetti di maggior rilievo e di più profondo significato del patrimonio culturale maya ed inca e contraddistinguono i progressi raggiunti da quelle raffinate civiltà. I testi riuniti in questo volume offrono al lettore numerosi ed interessanti argomenti per riflettere sugli autonomi traguardi culturali rag- giunti da mayas ed incas. Inoltre, dalla lettura di quei lavori sarà possibile compiere un aggiornamento sullo stato delle ricerche e prendere nota della pos- sibilità di trasferire, avvalendosi di strumenti informatici, i metodi di calcolo degli incas - le yupane - al servizio delle attuali ricer- che matematiche e di compiere complesse operazioni di calcolo partendo da una base non decimale. Il bisogno di contare, di misurare e di compiere le quattro operazioni è stato sentito e risolto in ogni epoca e da ogni cultura, percorrendo una propria strada e scambiando conoscenze, l'uomo ha elaborato sistemi e strumenti di calcolo e scoperto i principî che regolano i numeri. Conoscere quali siano state le conquiste di due delle più importanti civiltà amerindie e conoscere i nuovi significativi elementi emersi dall'interpretazione dei materiali esistenti (De Pasquale, Orlando, Giannantoni, Aimi) ed i risultati dell'analisi di documen- ti di recente apparizione (Laurencich Minelli), costituiscono un arricchimento culturale. La matematica maya è posizionale: sin dai primi tempi incamera il concetto dello zero ed inventa un sistema di rappresentazione che consente non solo l'esecuzione delle operazioni più elementari, ma di compiere anche quelle più complesse (la radice quadrata, la radice cubica, ecc.), servendosi di un abaco.Lo zero, che gli incas rappresentano con un nodo ed i maya con una conchi- glia o un fiore- afferma Laura Laurencich Minelli - non era un simbolo astratto, ma qualcosa di concreto. Dallo zero si inizia a contare la serie dei numerí sacri e perciò ha un valore generativo, Mediante l'applicazione del metodo maya, illustrato da Fernando Magaña, Giuseppe Scollo e Arianna D'Agata sarà possibile compiere calcoli di ogni genere anche al di là delle applicazioni d'uso in tempi precolombiani. Ilsistema numerico maya non è una astrazione simbolica, ma è la rappresentazione visiva e tangibile della quantità. Esperienze didattiche compiute in Messico, in Guatemala ed in Italia hanno evidenziato la facilità di apprendimento che offre tale sistema che sviluppa le capacità deduttive. Da una attenta osservazione della natura e delle sue manifestazioni, le antiche civiltà americane svilupparono una matematica che inglobava i concetti di spazio e di tempo. I lavori qui raccolti sono un incitamento a continuare nell'esplorazione dei sistemi matematici orientamenti precolombiani per individuarne caratteristichee pecullarta, farelues sul passato e, possibilmente, trarre preziosi per la ricerca di nuove e più efficienti architetture di calcolo. e comunque evidente - scrive Paolo Faiola-e incontrestato fateche le culture precolombiane siano pervase dala stessa Inquietudine, per quanto riguarda i tempoe la memors degirevent dleConfesioni da SantAgostino e dalla cutura mediterranea in generale:un'inquietudine conness con a individualee con la consapevolezza di interagire con una forza che la sopravanza. Ildesiderio di forzare le porte del cielo e un fattore propiziatorio di una più soli- da interazione fra le preoccupazioni esistenziali che si rendono costantemente palesial diqua eal di là dell'Atlantico."